l furti dei dati sensibili di una persona o di un azienda oggi avvengono anche tramite attacchi ai server.

Basti pensare che il furto dei dati sensibili tramite la violazione dei server nel 2016 nel nostro Paese è stato il quarto al mondo per utenti colpiti (il 29%). Le più indifese sono le piccole e medie imprese.

Alla fine del 2016 l’Italia era nella rosa dei Paesi con la più alta percentuale di utenti colpiti da il furto dei dati sensibili tramite programmi malevoli (29 per cento, quarto posto nel mondo); tra i Paesi occidentali più colpiti da ransomware e tra quelli con più computer infettati da botnet. Eppure, nel Belpaese, ad avere visibilità sono ancora solo gli attacchi di natura istituzionale. Nel 2016 sono diventati di dominio pubblico una cinquantina di azioni contro obiettivi italiani, perlopiù di matrice hacktivista.

Ma invece le grandi aziende, e soprattutto le piccole e medie imprese, i professionisti? Tutto tace. Scarseggiano numeri ufficiali, mentre le vittime non parlano, spesso non denunciano. Il nuovo regolamento europeo che entrerà’ in vigore da Maggio sulla protezione dei dati fornirà qualche elemento in più sulla situazione».

Nelle aziende minori manca la cultura della cybersicurezza, in quelle più grandi la volontà di investire. Eppure il 44% delle piccole medie imprese avrebbe rilevato almeno un attacco informatico, con perdita economica, nell’ultimo anno.

Con l’entrata in vigore della nuova normativa europea 679-680 da Maggio 2018 tutte le aziende piccole e grandi dovranno mettersi in regola, questo comporterà’ la messa in sicurezza delle proprie mail stampanti server. Questo nuova normativa obbligherà a mettersi in regola senza nessuna possibilita’ di astenersi da parte di nessuna attività’ commerciale o governativa.

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