Direttiva 679/2016

REGOLAMENTO (UE) 2016/679 DEL PARLAMENTO EUROPEO E
DEL CONSIGLIO
del 27 aprile 2016

Direttiva 679/2016 relativo alla protezione delle persone fisiche
con riguardo al trattamento dei dati personali,
nonché alla libera circolazione di tali dati e che
abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento
generale sulla protezione dei dati)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 16,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato economico e sociale europeo (1),
visto il parere del Comitato delle regioni (2),
deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria (3),
considerando quanto segue:
(1) La protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati di carattere
personale è un diritto fondamentale. L’articolo 8, paragrafo 1, della Carta dei diritti
fondamentali dell’Unione europea («Carta») e l’articolo 16, paragrafo 1, del trattato
sul funzionamento dell’Unione europea («TFUE») stabiliscono che ogni persona
ha diritto alla protezione dei dati di carattere personale che la riguardano.
(2) I principi e le norme a tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei
dati personali dovrebbero rispettarne i diritti e le libertà fondamentali, in particolare
il diritto alla protezione dei dati personali, a prescindere dalla loro nazionalità o

Direttiva 679/2016 REGOLAMENTO GENERALE SULLA PROTEZIONE DEI DATI

Il presente regolamento è inteso a contribuire alla realizzazione
di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia e di un’unione economica, al progresso
economico e sociale, al rafforzamento e alla convergenza delle economie nel mercato
interno e al benessere delle persone fisiche.
(3) La direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (4) ha come obiettivo
di armonizzare la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone fisiche
rispetto alle attività di trattamento dei dati e assicurare la libera circolazione dei
dati personali tra Stati membri.
(4) Il trattamento dei dati personali dovrebbe essere al servizio dell’uomo. Il diritto alla
protezione dei dati di carattere personale non è una prerogativa assoluta, ma va considerato
alla luce della sua funzione sociale e va contemperato con altri diritti fondamentali,
in ossequio al principio di proporzionalità. Il presente regolamento
rispetta tutti i diritti fondamentali e osserva le libertà e i principi riconosciuti dalla
Carta, sanciti dai trattati, in particolare il rispetto della vita privata e familiare, del
domicilio e delle comunicazioni, la protezione dei dati personali, la libertà di pensiero,
di coscienza e di religione, la libertà di espressione e d’informazione, la libertà
d’impresa, il diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale, nonché la
diversità culturale, religiosa e linguistica.
(5) L’integrazione economica e sociale conseguente al funzionamento del mercato
interno ha condotto a un considerevole aumento dei flussi transfrontalieri di dati
personali e quindi anche dei dati personali scambiati, in tutta l’Unione, tra attori
pubblici e privati, comprese persone fisiche, associazioni e imprese. Il diritto
dell’Unione impone alle autorità nazionali degli Stati membri di cooperare e scambiarsi
dati personali per essere in grado di svolgere le rispettive funzioni o eseguire
compiti per conto di un’autorità di un altro Stato membro.
(6) La rapidità dell’evoluzione tecnologica e la globalizzazione comportano nuove sfide
per la protezione dei dati personali. La portata della condivisione e della raccolta di
dati personali è aumentata in modo significativo. La tecnologia attuale consente
tanto alle imprese private quanto alle autorità pubbliche di utilizzare dati personali,
come mai in precedenza, nello svolgimento delle loro attività. Sempre più spesso,
le persone fisiche rendono disponibili al pubblico su scala mondiale informazioni 10

Direttiva 679/2016 GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI
La tecnologia ha trasformato l’economia e le relazioni
sociali e dovrebbe facilitare ancora di più la libera circolazione dei dati personali
all’interno dell’Unione e il loro trasferimento verso paesi terzi e organizzazioni
internazionali, garantendo al tempo stesso un elevato livello di protezione dei dati
personali.
(7) Tale evoluzione richiede un quadro più solido e coerente in materia di protezione
dei dati nell’Unione, affiancato da efficaci misure di attuazione, data l’importanza
di creare il clima di fiducia che consentirà lo sviluppo dell’economia digitale in tutto
il mercato interno. È opportuno che le persone fisiche abbiano il controllo dei dati
personali che li riguardano e che la certezza giuridica e operativa sia rafforzata tanto
per le persone fisiche quanto per gli operatori economici e le autorità pubbliche.
(8) Ove il presente regolamento preveda specificazioni o limitazioni delle sue norme ad
opera del diritto degli Stati membri, gli Stati membri possono, nella misura necessaria
per la coerenza e per rendere le disposizioni nazionali comprensibili alle persone
cui si applicano, integrare elementi del presente regolamento nel proprio diritto
nazionale.
(9) Sebbene i suoi obiettivi e principi rimangano tuttora validi, la direttiva 95/46/CE
non ha impedito la frammentazione dell’applicazione della protezione dei dati personali
nel territorio dell’Unione, né ha eliminato l’incertezza giuridica o la percezione,
largamente diffusa nel pubblico, che in particolare le operazioni online comportino
rischi per la protezione delle persone fisiche. La compresenza di diversi livelli
di protezione dei diritti e delle libertà delle persone fisiche, in particolare del diritto
alla protezione dei dati personali, con riguardo al trattamento di tali dati negli
Stati membri può ostacolare la libera circolazione dei dati personali all’interno
dell’Unione. Tali differenze possono pertanto costituire un freno all’esercizio delle
attività economiche su scala dell’Unione, falsare la concorrenza e impedire alle autorità
nazionali di adempiere agli obblighi loro derivanti dal diritto dell’Unione. Tale
divario creatosi nei livelli di protezione è dovuto alle divergenze nell’attuare e applicare
la direttiva 95/46/CE.

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